Consulenza per la Sicurezza

L’evoluzione naturale del servizio sin'ora offerto alle piccole e medie imprese non può che essere quello di fornire un pacchetto di servizi a costi differenziati per l’assistenza globale alle aziende secondo la nuova disciplina introdotta dal decreto legislativo 81/2008 così come modificato dal decreto legislativo 106/2009.
In particolare, per le aziende appaiono estremamente onerosi tutti i diversi obblighi che sono posti al carico del datore di lavoro come, ad esempio, quelli di formazione ed informazione obbligatoria per il personale dipendente, valutazione del rischio chimico, lavoro notturno, lavoratrici madri, etc.



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10.06.2017 - Lavoro accessorio attraverso i voucher, cosa cambia? Stampa E-mail

Nell’ambito della cosiddetta “Manovrina” è stato inserito nel corso dell'esame in commissione Bilancio alla Camera l’art. 54-bis, attraverso un emendamento a firma Di Salvo e altri riformulato dal relatore, sulla "Disciplina delle prestazioni occasionali. Libretto Famiglia. Contratto di prestazione occasionale". Le nuove norme si sono rese necessarie dopo il superamento (con il D.L.  25 del 17 marzo 2017, convertito in legge 49/2017) della precedente normativa che regolava il lavoro accessorio, attraverso l'istituto dei cosiddetti "voucher".

Libretto famiglia
Per i lavori domestici, pagabili attraverso il libretto famiglia da acquisire attraverso una piattaforma Inps, i nuovi voucher potranno essere usati per: giardinaggio, pulizia, manutenzione, assistenza a persone anziane, babysitting, ripetizioni. Il libretto famiglia conterrà dei titoli di pagamento dal valore di 10 euro utilizzabili massimo per un'ora di lavoro. Sarà a carico del datore di lavoro assicurazione e gestione separata.

Aspetti generali del libretto famiglia/voucher
Prima i voucher potevano essere acquistati presso gli uffici postali, le tabaccherie e le banche autorizzate. Il valore netto di ogni voucher era pari a 7,50 euro, in quanto ai 10 euro del valore di acquisto da parte dell'utilizzatore bisognava sottrarre la contribuzione previdenziale (1,30 euro), la copertura assicurativa (0,70 euro), il contributo alle spese di gestione (0,50 euro), per un totale di 2,50 euro.
Adesso il valore nominale di ciascun titolo di pagamento è fissato in 10 euro lordi, utilizzabile per prestazioni di durata non superiore a un'ora. In tale somma sono compresi la contribuzione alla gestione separata Inps (1,65 euro), il premio dell'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali (0,25 euro), il finanziamento degli oneri gestionali (0,10 euro), per un totale di 2 euro. Il valore netto del titolo di pagamento è quindi pari a 8 euro.

Contratto di prestazione occasionale
I contratti di prestazione occasionale non saranno dei nuovi buoni lavoro, ossia dei ticket, ma dei veri e propri contratti di lavoro subordinato, attivabili dalle imprese.
Dall'attivazione dei contratti di prestazione occasionale sono escluse le imprese dell'edilizia e di settori affini, esercenti l'attività di escavazione e/o lavorazione di materiale lapideo, del settore delle miniere, cave e torbiere. Non si può ricorrere a questi contratti nell'ambito dell'esecuzione di appalti di opere o servizi. Le imprese del settore agricolo possono ricorrere solo al lavoro occasionale di pensionati, studenti fino a 25 anni, disoccupati e percettori di sostegno al reddito, purché non iscritti l’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli. Le amministrazione pubbliche, nel rispetto dei vincoli di contenimento delle spese personale, possono farvi ricorso esclusivamente per esigenze temporanee o eccezionali (progetti speciali per categorie di soggetti in stato di povertà, disabilità, detenzione, tossicodipendenza, di fruizione di ammortizzatori sociali; lavori di emergenza correlati a calamità o eventi naturali improvvisi; attività di solidarietà; organizzazione di manifestazioni).

Aspetti generali dei contratti a prestazione occasionale/voucher
Prima non esisteva alcun limite alle dimensioni delle aziende che potevano attivare i voucher. Gli unici limiti esistenti erano di 7.000 euro netti l'anno in capo al singolo prestatore di lavoro accessorio e di 2.000 euro netti l'anno (3.000 per i percettori di prestazioni integrative del salario o sostegno al reddito) per i singoli rapporti tra prestatore di lavoro e committente imprenditore o professionista (non famiglie, pubbliche amministrazioni o non profit). Ciascun committente non era sottoposto quindi ad alcun limite complessivo nell'uso dei buoni lavoro, che poteva utilizzare anche per la sua attività ordinaria e senza alcun requisito di occasionalità. L'utilizzo dei voucher non era consentito solo se il lavoratore era contemporaneamente impiegato presso il medesimo datore di lavoro, con un contratto di lavoro dipendente a tempo pieno o parziale. Precedentemente il valore netto di ogni voucher era di 7,50 euro con esso potevano essere retribuite prestazioni di non più di un’ora.
Adesso possono attivare i contratti di prestazione occasionale solo le microimprese con non più di cinque dipendenti a tempo indeterminato, professionisti, non profit, amministrazioni pubbliche. Ciascun utilizzatore può attivare in un anno uno o più contratti di prestazione occasionale per un valore complessivo non superiore a 5.000 euro netti. Se i contratti sono rivolti a pensionati, studenti fino a 25 anni, disoccupati e percettori di prestazioni di sostegno al reddito, tale importo aumenta fino a 6.666 euro.  Il limite è valido anche per il Libretto famiglia. Ciascun lavoratore occasionale può sottoscrivere in un anno uno o più contratti di prestazione occasionale per un valore complessivo non superiore a 5.000 euro netti. Inoltre, tra un singolo utilizzatore e un singolo prestatore l'entità economica delle prestazioni che possono essere acquisite e rese non può superare i 2.500 euro l'anno. Attualmente, con le presenti modifiche il compenso orario minimo è pari a 9 euro netti (nel settore agricolo è invece pari all'importo della retribuzione oraria delle relative prestazioni di natura subordinata) e 12,37 euro lordi. Il compenso non può essere inferiore a 36 euro per prestazioni di durata non superiore a 4 ore continuative nell'arco della giornata, fatto salvo quanto stabilito per il settore agricolo.

 

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